Legno lamellare
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bifrak- Località di residenza: Lugo e Marina di Ravenna
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Re: Legno lamellare
Bifrak convinci il pazzo .......... lui crede di fare le barche con il lamellare
....... mi ha tenuto una conferenza dalle ore 22,30 di venerdì alle ore 20,00 di sabato .... credimi senza sputare a terra e senza DORMIRE ....... ho ancora gli occhi che chiedono alle mani di rompere le ossa ad Altamarea 
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Re: Legno lamellare
Grande Tenex
Teo Teocoli (alias Altamarea) questa area è TUTTA PER TE, così non scassi la minkia solo a me

Teo Teocoli (alias Altamarea) questa area è TUTTA PER TE, così non scassi la minkia solo a me
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Re: Legno lamellare

Attenzione è pazzo
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vitaliano- Data d'iscrizione: 09.11.09
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Re: Legno lamellare
vitaliano ha scritto:E' storto come il tuo cevello!!!fallo mettere a posto...il treadh non il tuo cervello..quello ormai è ciulato!
questo è compito di Tenexxxxxxx (basta che non fa nevicare
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Re: Legno lamellare
AA38
DATI TECNICI ESSENZIALI:
- Paramezzale: iroko laminato .
- Ordinate: n. 3 in olmo.
- Fasciame: cedro rosso lamellare, 3 strati: 1° interno longitudinale, 2° e 3° diagonali incrociati, spessore totale 21 mm., strato esterno di protezione in fibra di basalto.
- Bagli: n. 1 in olmo
- Coperta: sandwich di compensato e termanto con pulpiti e candelieri in titanio.
- Albero: carbonio.
- Armo: marconi sloop.
- Interni: olmo.
- Lunghezza: fuori tutto 11,5 m.
- Baglio massimo: 3,8 m.
- Pescaggio: 1,2 m. (2,2 m. con deriva abbassata).
- Dislocamento: 4,9 t.
- Superficie velica: 60 mq. , vele in fibra di basalto
CANTIERE ALTO ADRIATICO srl
DATI TECNICI ESSENZIALI:
- Paramezzale: iroko laminato .
- Ordinate: n. 3 in olmo.
- Fasciame: cedro rosso lamellare, 3 strati: 1° interno longitudinale, 2° e 3° diagonali incrociati, spessore totale 21 mm., strato esterno di protezione in fibra di basalto.
- Bagli: n. 1 in olmo
- Coperta: sandwich di compensato e termanto con pulpiti e candelieri in titanio.
- Albero: carbonio.
- Armo: marconi sloop.
- Interni: olmo.
- Lunghezza: fuori tutto 11,5 m.
- Baglio massimo: 3,8 m.
- Pescaggio: 1,2 m. (2,2 m. con deriva abbassata).
- Dislocamento: 4,9 t.
- Superficie velica: 60 mq. , vele in fibra di basalto
CANTIERE ALTO ADRIATICO srl
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Re: Legno lamellare
Ecco la soluzione se Tenex fa nevicare
Nausica ha scritto:vitaliano ha scritto:E' storto come il tuo cevello!!!fallo mettere a posto...il treadh non il tuo cervello..quello ormai è ciulato!
questo è compito di Tenexxxxxxx (basta che non fa nevicare)
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Re: Legno lamellare
Nausica ha scritto:[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
Attenzione è pazzo [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] ...... già costruite quattro barche in lamellare e quindi ora tocca alla quinta ..... si salvi chi può.
PORCA TTTROIA!!
--------------------------------------------------------------------------------
IL PORTO E' SEMPRE UNA CONQUISTA, LA SFIDA QUASI SEMPRE UNA CAZZATA!!
NESSUN VENTO è FAVOREVOLE A CHI NN SA DOVE ANDARE...
Re: Legno lamellare
Nausica ha scritto:AA38
DATI TECNICI ESSENZIALI:
- Paramezzale: iroko laminato .
- Ordinate: n. 3 in olmo.
- Fasciame: cedro rosso lamellare, 3 strati: 1° interno longitudinale, 2° e 3° diagonali incrociati, spessore totale 21 mm., strato esterno di protezione in fibra di basalto.
- Bagli: n. 1 in olmo
- Coperta: sandwich di compensato e termanto con pulpiti e candelieri in titanio.
- Albero: carbonio.
- Armo: marconi sloop.
- Interni: olmo.
- Lunghezza: fuori tutto 11,5 m.
- Baglio massimo: 3,8 m.
- Pescaggio: 1,2 m. (2,2 m. con deriva abbassata).
- Dislocamento: 4,9 t.
- Superficie velica: 60 mq. , vele in fibra di basalto
CANTIERE ALTO ADRIATICO srl
parametro mancante un senso di belelzza minimo sindacale
--------------------------------------------------------------------------------
IL PORTO E' SEMPRE UNA CONQUISTA, LA SFIDA QUASI SEMPRE UNA CAZZATA!!
NESSUN VENTO è FAVOREVOLE A CHI NN SA DOVE ANDARE...
Re: Legno lamellare
Bella poppa! [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]LO ha scritto:Nausica ha scritto:AA38
DATI TECNICI ESSENZIALI:
- Paramezzale: iroko laminato .
- Ordinate: n. 3 in olmo.
- Fasciame: cedro rosso lamellare, 3 strati: 1° interno longitudinale, 2° e 3° diagonali incrociati, spessore totale 21 mm., strato esterno di protezione in fibra di basalto.
- Bagli: n. 1 in olmo
- Coperta: sandwich di compensato e termanto con pulpiti e candelieri in titanio.
- Albero: carbonio.
- Armo: marconi sloop.
- Interni: olmo.
- Lunghezza: fuori tutto 11,5 m.
- Baglio massimo: 3,8 m.
- Pescaggio: 1,2 m. (2,2 m. con deriva abbassata).
- Dislocamento: 4,9 t.
- Superficie velica: 60 mq. , vele in fibra di basalto
CANTIERE ALTO ADRIATICO srl
parametro mancante un senso di belelzza minimo sindacale

vitaliano- Data d'iscrizione: 09.11.09
Messaggi: 6466
Re: Legno lamellare
da Umberto Barbisan
Associato di Tecnologia dell’architettura all’Università Iuav di Venezia, insegna Tipologia
strutturale e Tecnologia dell’architettura.
L’idea di fondo del legno lamellare è di utilizzare elementi “piccoli”,
tavole e tavoloni, uniti fra loro per realizzare elementi compositi di
più grande dimensione e, soprattutto, con forme non ottenibili con
il legno massiccio; perciò le origini dell’attuale legno lamellare, inteso
come unione, sovrapposizione e accostamento di tavole o travi,
sono sorprendentemente remote.
Già alle origini dell’arte del costruire era consuetudine sovrapporre
travi per realizzare elementi di maggiore sezione resistente ogni
qualvolta era necessario ottenere elementi strutturali soggetti a gravose
sollecitazioni.
Spesso si trattava di semplici sovrapposizioni di travi non collegate
fra loro, vanificando i benefici ottenibili a causa dello scorrimento
delle diverse componenti.
Successivamente i carpentieri hanno fatto ricorso all’inserimento di
cavicchi di legno duro, oppure fasce e perni metallici destinati ad
evitare lo scorrimento delle sezioni formando elementi unitari di sezione composta. Ritroviamo tali “travi rinforzate” nei ponti in legno,
nelle travi di colmo di grandi coperture oppure nelle strutture delle
macchine idrauliche medioevali, etc.
In linea di massima possiamo ritenere che il lamellare con tavoloni
posti “di coltello” sia stato introdotto attorno al Trecento; in particolare
in questo secolo Frà Giovanni degli Eremitani intervenne nella
copertura “a carena di nave rovesciata” del Palazzo della Ragione
a Padova. È probabile che Frà Giovanni abbia appreso il sistema
delle centine “a tavoloni posti di coltello” in India, che aveva visitato
durante i suoi pellegrinaggi.
Non abbiamo prova certa che Frà Giovanni abbia assunto l’idea dall’architettura
templare indiana, ma è certo che la concezione della
centina in legno e della carena rovesciata era utilizzato nell’architettura
templare indiana.
Una suggestiva ipotesi permette di supporre che, nel Rinascimento,
il francese Philibert Delorme abbia osservato e rielaborato la concezione
strutturale della coperture del Palazzo della Ragione, durante
un suo viaggio nel nord Italia; soluzione poi proposta nel suo
Nouvelles Invention pour bien batir et à petit fraiz, 1561, ed utilizzata
in varie opere realizzate in Francia.
Però l’idea delle centine con tavole “di coltello” appare discretamente
diffusa in varie regioni europee, soprattutto nelle città con arsenali
navali, per le evidenti assonanze di concezione strutturale e di dettaglio
costruttivo, delle centine delle carene di navi.
Associato di Tecnologia dell’architettura all’Università Iuav di Venezia, insegna Tipologia
strutturale e Tecnologia dell’architettura.
L’idea di fondo del legno lamellare è di utilizzare elementi “piccoli”,
tavole e tavoloni, uniti fra loro per realizzare elementi compositi di
più grande dimensione e, soprattutto, con forme non ottenibili con
il legno massiccio; perciò le origini dell’attuale legno lamellare, inteso
come unione, sovrapposizione e accostamento di tavole o travi,
sono sorprendentemente remote.
Già alle origini dell’arte del costruire era consuetudine sovrapporre
travi per realizzare elementi di maggiore sezione resistente ogni
qualvolta era necessario ottenere elementi strutturali soggetti a gravose
sollecitazioni.
Spesso si trattava di semplici sovrapposizioni di travi non collegate
fra loro, vanificando i benefici ottenibili a causa dello scorrimento
delle diverse componenti.
Successivamente i carpentieri hanno fatto ricorso all’inserimento di
cavicchi di legno duro, oppure fasce e perni metallici destinati ad
evitare lo scorrimento delle sezioni formando elementi unitari di sezione composta. Ritroviamo tali “travi rinforzate” nei ponti in legno,
nelle travi di colmo di grandi coperture oppure nelle strutture delle
macchine idrauliche medioevali, etc.
In linea di massima possiamo ritenere che il lamellare con tavoloni
posti “di coltello” sia stato introdotto attorno al Trecento; in particolare
in questo secolo Frà Giovanni degli Eremitani intervenne nella
copertura “a carena di nave rovesciata” del Palazzo della Ragione
a Padova. È probabile che Frà Giovanni abbia appreso il sistema
delle centine “a tavoloni posti di coltello” in India, che aveva visitato
durante i suoi pellegrinaggi.
Non abbiamo prova certa che Frà Giovanni abbia assunto l’idea dall’architettura
templare indiana, ma è certo che la concezione della
centina in legno e della carena rovesciata era utilizzato nell’architettura
templare indiana.
Una suggestiva ipotesi permette di supporre che, nel Rinascimento,
il francese Philibert Delorme abbia osservato e rielaborato la concezione
strutturale della coperture del Palazzo della Ragione, durante
un suo viaggio nel nord Italia; soluzione poi proposta nel suo
Nouvelles Invention pour bien batir et à petit fraiz, 1561, ed utilizzata
in varie opere realizzate in Francia.
Però l’idea delle centine con tavole “di coltello” appare discretamente
diffusa in varie regioni europee, soprattutto nelle città con arsenali
navali, per le evidenti assonanze di concezione strutturale e di dettaglio
costruttivo, delle centine delle carene di navi.
Ospite- Ospite
Re: Legno lamellare
Nel Rinascimento, Leonardo da Vinci, fra i molteplici studi, si occupò
anche delle unioni del legno, elaborando una proposta di trave curva
con elementi tenuti insieme da perni e interfacciati, fra loro, da giunzioni
“a dente di sega”; sistema che poi appare, seppure diversamente
interpretato, nelle arcate composte dei ponti in legno alpini.
Il lamellare “di piatto” trova un precedente storico nel trattato di Giuseppe
Del Rosso Della facile costruzione di ponti in legno (Firenze, 1797),
in cui sono proposte strutture arcuate formate da tavole sovrapposte
disposte “di piatto”, tenute insieme da fasce metalliche.
anche delle unioni del legno, elaborando una proposta di trave curva
con elementi tenuti insieme da perni e interfacciati, fra loro, da giunzioni
“a dente di sega”; sistema che poi appare, seppure diversamente
interpretato, nelle arcate composte dei ponti in legno alpini.
Il lamellare “di piatto” trova un precedente storico nel trattato di Giuseppe
Del Rosso Della facile costruzione di ponti in legno (Firenze, 1797),
in cui sono proposte strutture arcuate formate da tavole sovrapposte
disposte “di piatto”, tenute insieme da fasce metalliche.
Ospite- Ospite
Re: Legno lamellare
L’Ottocento è il secolo della diffusione del lamellare “di piatto” tenuto
da fasce metalliche o bulloni, utilizzato per grandi coperture
come, per esempio, nelle proposte di Armand Rose Emy (1823),
contenute nel suo noto Trattato dell’arte del carpentiere, tradotto in
italiano e pubblicato a Venezia nel 1856.
Sempre nell’Ottocento i tedeschi Wiebeking e Muller e il francese Migneron,
approntarono una serie di soluzioni per il lamellare formato
da travi sovrapposte tenute insieme da biette, cunei e bullonature.
da fasce metalliche o bulloni, utilizzato per grandi coperture
come, per esempio, nelle proposte di Armand Rose Emy (1823),
contenute nel suo noto Trattato dell’arte del carpentiere, tradotto in
italiano e pubblicato a Venezia nel 1856.
Sempre nell’Ottocento i tedeschi Wiebeking e Muller e il francese Migneron,
approntarono una serie di soluzioni per il lamellare formato
da travi sovrapposte tenute insieme da biette, cunei e bullonature.
Ospite- Ospite
Re: Legno lamellare
Nel 1840 Isambard Brunel realizzò, in Inghilterra, una copertura in
legno ad arco di 22 metri di luce, mentre la Westminster Hall, del
1838, ebbe una copertura lignea di circa 21 metri di luce; una misura
maggiore venne raggiunta nella stazione londinese di King’s
Cross, con archi formati da tavole sovrapposte tenute strette da fasce
metalliche, in grado di coprire una luce di 32 metri.
Anton Gaudì, nel deposito di Obrera Mataronense (1878-1882), utilizzò
una copertura a costoloni in legno con tavoloni disposti “a coltello”
analogamente a quanto fatto da Karl Friedrich Schinkel per la
Sala nel Parco del Principe Alberto a Berlino (1831).
legno ad arco di 22 metri di luce, mentre la Westminster Hall, del
1838, ebbe una copertura lignea di circa 21 metri di luce; una misura
maggiore venne raggiunta nella stazione londinese di King’s
Cross, con archi formati da tavole sovrapposte tenute strette da fasce
metalliche, in grado di coprire una luce di 32 metri.
Anton Gaudì, nel deposito di Obrera Mataronense (1878-1882), utilizzò
una copertura a costoloni in legno con tavoloni disposti “a coltello”
analogamente a quanto fatto da Karl Friedrich Schinkel per la
Sala nel Parco del Principe Alberto a Berlino (1831).
Ospite- Ospite
Re: Legno lamellare
Nausica ha scritto:da [b][i]Umberto Barbisan
Associato di Tecnologia dell’architettura all’Università Iuav di Venezia, insegna Tipologia
strutturale e Tecnologia dell’architettura.
L’idea di fondo del legno lamellare è di utilizzare elementi “piccoli”,
tavole e tavoloni, uniti fra loro per realizzare elementi compositi di
più grande dimensione e, soprattutto, con forme non ottenibili con
il legno massiccio; perciò le origini dell’attuale legno lamellare, inteso
come unione, sovrapposizione e accostamento di tavole o travi,
sono sorprendentemente remote.
Già alle origini dell’arte del costruire era consuetudine sovrapporre
travi per realizzare elementi di maggiore sezione resistente ogni
qualvolta era necessario ottenere elementi strutturali soggetti a gravose
sollecitazioni.
Spesso si trattava di semplici sovrapposizioni di travi non collegate
fra loro, vanificando i benefici ottenibili a causa dello scorrimento
delle diverse componenti.
Successivamente i carpentieri hanno fatto ricorso all’inserimento di
cavicchi di legno duro, oppure fasce e perni metallici destinati ad
evitare lo scorrimento delle sezioni formando elementi unitari di sezione composta. Ritroviamo tali “travi rinforzate” nei ponti in legno,
nelle travi di colmo di grandi coperture oppure nelle strutture delle
macchine idrauliche medioevali, etc.
In linea di massima possiamo ritenere che il lamellare con tavoloni
posti “di coltello” sia stato introdotto attorno al Trecento; in particolare
in questo secolo Frà Giovanni degli Eremitani intervenne nella
copertura “a carena di nave rovesciata” del Palazzo della Ragione
a Padova. È probabile che Frà Giovanni abbia appreso il sistema
delle centine “a tavoloni posti di coltello” in India, che aveva visitato
durante i suoi pellegrinaggi.
Non abbiamo prova certa che Frà Giovanni abbia assunto l’idea dall’architettura
templare indiana, ma è certo che la concezione della
centina in legno e della carena rovesciata era utilizzato nell’architettura
templare indiana.
Una suggestiva ipotesi permette di supporre che, nel Rinascimento,
il francese Philibert Delorme abbia osservato e rielaborato la concezione
strutturale della coperture del Palazzo della Ragione, durante
un suo viaggio nel nord Italia; soluzione poi proposta nel suo
Nouvelles Invention pour bien batir et à petit fraiz, 1561, ed utilizzata
in varie opere realizzate in Francia.
Però l’idea delle centine con tavole “di coltello” appare discretamente
diffusa in varie regioni europee, soprattutto nelle città con arsenali
navali, per le evidenti assonanze di concezione strutturale e di dettaglio
costruttivo, delle centine delle carene di navi[/i][/b].

vitaliano- Data d'iscrizione: 09.11.09
Messaggi: 6466
Re: Legno lamellare
In sostanza nell’Ottocento si comprende che il lamellare impiegato
nella forma “ad arco” permetteva di superare i limiti di luce del legno
tradizionale e le dimensioni delle grandi capriate lignee, allora
il sistema costruttivo con le maggiori prestazioni dimensionali, prima
dell’impiego della ghisa e, successivamente, dell’acciaio.
L’attuale legno lamellare risale al brevetto di Otto Hetzer del 1906,
che trovò una buona diffusione nei paesi di lingua tedesca, unitamente
alle riediezioni del sistema a costoloni secondo il principio
di Delorme.
In Italia, soprattutto durante il periodo autarchico, si registrano diverse
declinazioni del legno lamellare.
nella forma “ad arco” permetteva di superare i limiti di luce del legno
tradizionale e le dimensioni delle grandi capriate lignee, allora
il sistema costruttivo con le maggiori prestazioni dimensionali, prima
dell’impiego della ghisa e, successivamente, dell’acciaio.
L’attuale legno lamellare risale al brevetto di Otto Hetzer del 1906,
che trovò una buona diffusione nei paesi di lingua tedesca, unitamente
alle riediezioni del sistema a costoloni secondo il principio
di Delorme.
In Italia, soprattutto durante il periodo autarchico, si registrano diverse
declinazioni del legno lamellare.
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