parliamo del compensato marino
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parliamo del compensato marino
Rieccomi quà un altra voltra,potremmo parlare della costruzione in compensato marino.
Visto che mi stò interessando su qualcosa del genere sia a motore che vela,dai su parliamo fatemi caapire tutto sul legno fasciame lamellare e compensato.-
Visto che mi stò interessando su qualcosa del genere sia a motore che vela,dai su parliamo fatemi caapire tutto sul legno fasciame lamellare e compensato.-

falcodellanotte- Località di residenza: roma
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9metridipassione- Località di residenza: Brescia
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Re: parliamo del compensato marino
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il materiale è Airex che si usava nei primi anni '70. La foto è presa a esempio:
sulla gabbia di correnti longitudinali si posizionano dei pezzi di compensato marino, incollati con l'epoxy, questo è il primo strato.
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il secondo e i terzo strato si incolla come nella foto n° 3 (stà al centro delle cinque) delle costruzioni capovolte, sempre con strisce di c.m. con epoxy. Sull'ultimo strato si avvitano (max 20cm di distanza tra loro) delle viti inox lungo i correnti e ossature. I vantaggi sono molteplici, oltre ad avere una costruzione isotropa (che è resistente in tutte le direzioni) nel montaggio dei tre strati le strisce sono molto larghe (anche 30-40cm), ti sbrighi presto, mentre il lamellare non ti permette di usare strisce più larghe di 12-14cm, immaginati il tempo (sordi) risparmiati.
Se hai qualche dubbio ricordati che sino alla fine degli anni '80 grossi motoryacht, filavano a oltre 25 nodi ed erano costruiti con lo scheletro di ossature e correnti longit., ricoperti di un solo strato di c.m. di opportuno spessore, incollato con colla rossa e viti inox. La barca a vela ha tre strati di c.m. incrociati tra loro, e naviga in media a 6 nodi, non entra una goccia d'acqua, la manutenzione è molto ma molto ridotta rispetto alle barche a fasciame classico, pesa la metà rispetto alla vtr o al fasciame classico, quindi zavorra, vele, albero, motore ecc. con costi molto più accessibili.
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Se hai qualche dubbio ricordati che sino alla fine degli anni '80 grossi motoryacht, filavano a oltre 25 nodi ed erano costruiti con lo scheletro di ossature e correnti longit., ricoperti di un solo strato di c.m. di opportuno spessore, incollato con colla rossa e viti inox. La barca a vela ha tre strati di c.m. incrociati tra loro, e naviga in media a 6 nodi, non entra una goccia d'acqua, la manutenzione è molto ma molto ridotta rispetto alle barche a fasciame classico, pesa la metà rispetto alla vtr o al fasciame classico, quindi zavorra, vele, albero, motore ecc. con costi molto più accessibili.

altamarea- Località di residenza: basso adriatico
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Re: parliamo del compensato marino
Alta... mi intriga molto la cosa... ma porca puzzola ci vuole tanto tempo.
Fare una barca con questa tecnica sarebbe il mio sogno... poi a me il legno piace lavorarlo e "credo" di riuscirci pure [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
Ma chissà un giorno forse quando impazzirò .... un 10/12 mt...
Che mi dici invece degli scafi a spigolo.
credo, come tempo che procedura sia ancora piu semplice... No?
questo scafo ad esempio me gusta mucho
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e pure tanto le due derive [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] anche lunghe senza scarponi
Fare una barca con questa tecnica sarebbe il mio sogno... poi a me il legno piace lavorarlo e "credo" di riuscirci pure [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
Ma chissà un giorno forse quando impazzirò .... un 10/12 mt...
Che mi dici invece degli scafi a spigolo.
credo, come tempo che procedura sia ancora piu semplice... No?
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walter- MODERATORE

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Re: parliamo del compensato marino
non ci vuole tanto tempo, questa è propagandaKommunistaimperialista!!!!!!
se lavorare il legno è il tuo sogno e il "credo" sia certezza, con me ti devi mettere
,, è se vorrai
impazzire sarò felice di aiutarti!!
gli scafi con carena a spigolo sembrano più semplici a realizzarsi, nun' è oveer, richiedono una diversa impostazione nella realizzazione, dove un inesperto sbaglia facilmente,
le due derive servono quando la barca è ormeggiata in acque a forte escursione di marea, con la bassa marea lo scafo teoricamente non s'inclina (deve appoggiarsi su fango o sabbia senza ostacoli o dislivelli) e deve essere costruito molto bene con rinforzi aggiuntivi in carena;
inoltre la maggior superficie d'attrito delle pinne ne diminuisce la velocità in navigazione, considerando il dislocamento maggiore abbiamo più vela, più hp del motore e.....
molti soldi in più! Capittomiai, visto che ti hanno nominato reggente del Giudicato di Arborea
se lavorare il legno è il tuo sogno e il "credo" sia certezza, con me ti devi mettere
,, è se vorrai gli scafi con carena a spigolo sembrano più semplici a realizzarsi, nun' è oveer, richiedono una diversa impostazione nella realizzazione, dove un inesperto sbaglia facilmente,
le due derive servono quando la barca è ormeggiata in acque a forte escursione di marea, con la bassa marea lo scafo teoricamente non s'inclina (deve appoggiarsi su fango o sabbia senza ostacoli o dislivelli) e deve essere costruito molto bene con rinforzi aggiuntivi in carena;
inoltre la maggior superficie d'attrito delle pinne ne diminuisce la velocità in navigazione, considerando il dislocamento maggiore abbiamo più vela, più hp del motore e.....

altamarea- Località di residenza: basso adriatico
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Re: parliamo del compensato marino
maddai... buono a sapersi...
io ero convinto che la costruzione a spigolo fosse piu semplice, buono a sapersi.
Sulla storia delle chiglie lo so...
non credevo che fosse complesso rinforzare la struttura... ma mi intriga per il pescaggio che in alcuni casi si riduce parecchio diventando un'inezia.
Cmq Luigi, so che posso fare credito sulla tua esperienza...
devo fare un po di grano per affrontare la pazzia.
mi hai fatto venire un'idea [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
io ero convinto che la costruzione a spigolo fosse piu semplice, buono a sapersi.
Sulla storia delle chiglie lo so...
non credevo che fosse complesso rinforzare la struttura... ma mi intriga per il pescaggio che in alcuni casi si riduce parecchio diventando un'inezia.
Cmq Luigi, so che posso fare credito sulla tua esperienza...
devo fare un po di grano per affrontare la pazzia.
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walter- MODERATORE

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EM 7,40
A fine anni '70 ho costruito una barca della SIBMA lunga 23 piedi a spigolo.
L'ho venduta a fine anni '80 e me la sono ritrovata a Pescara ancora in splendida forma.
Costruirla è stato molto più semplice di quanto pensassi, molti lavori noiosamente ripetitivi e altri mooolto interessanti.
In ogni caso non conviene mai risparmiare sullo scafo, dato che rappresenta solo dal 15 al 20 % del costo totale.
L'ho venduta a fine anni '80 e me la sono ritrovata a Pescara ancora in splendida forma.
Costruirla è stato molto più semplice di quanto pensassi, molti lavori noiosamente ripetitivi e altri mooolto interessanti.
In ogni caso non conviene mai risparmiare sullo scafo, dato che rappresenta solo dal 15 al 20 % del costo totale.

starghost- Data d'iscrizione: 05.04.11
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Re: parliamo del compensato marino
starghost ha scritto:A fine anni '70 ho costruito una barca della SIBMA lunga 23 piedi a spigolo.
L'ho venduta a fine anni '80 e me la sono ritrovata a Pescara ancora in splendida forma.
Costruirla è stato molto più semplice di quanto pensassi, molti lavori noiosamente ripetitivi e altri mooolto interessanti.
In ogni caso non conviene mai risparmiare sullo scafo, dato che rappresenta solo dal 15 al 20 % del costo totale.
Starghost non sò ..... ma sembra di conoscerti da una vita

Pistrice- Data d'iscrizione: 16.02.11
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Re: parliamo del compensato marino
starghost ha scritto:A fine anni '70 ho costruito una barca della SIBMA lunga 23 piedi a spigolo.
L'ho venduta a fine anni '80 e me la sono ritrovata a Pescara ancora in splendida forma.
Costruirla è stato molto più semplice di quanto pensassi, molti lavori noiosamente ripetitivi e altri mooolto interessanti.
In ogni caso non conviene mai risparmiare sullo scafo, dato che rappresenta solo dal 15 al 20 % del costo totale.
EM740 ... li vendevano in kit... ma è multistrato pero

walter- MODERATORE

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Re: parliamo del compensato marino
Walter, scusa se ti rispondo solo ora.
Sì, multistrato, ma credo che in italiano si dica compensato, o sbaglio?
Sì, multistrato, ma credo che in italiano si dica compensato, o sbaglio?

starghost- Data d'iscrizione: 05.04.11
Messaggi: 69
Re: parliamo del compensato marino
starghost ha scritto:Walter, scusa se ti rispondo solo ora.
Sì, multistrato, ma credo che in italiano si dica compensato, o sbaglio?
oddio... credo di si...
Bisognerebbe vedere i termini compensato/multistrato tecnicamente se cambia qualcosa.
Io, non so se sbaglio, per compensato intendo il foglio singolo da 4mm... mentre per multistrato, appunto, quello in piu sezioni sovrapposte incrociate di vari spessori

walter- MODERATORE

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Re: parliamo del compensato marino
Che io sappia si chiama tutto compensato, anzi nelle specifiche del compensato marino (credo RINA, ma la memoria...) è specificato il numero di strati minimo dei vari spessori...
già gli spessori relativamente sottili (5-6 mm, il 4 non ricordo) hanno almeno 5 strati.
Esiste un derivato del legno, simile al compensato, fatto di strati incrociati di grosso spessore, che qualche volta ho sentito chiamare multistrato...
Paolo
già gli spessori relativamente sottili (5-6 mm, il 4 non ricordo) hanno almeno 5 strati.
Esiste un derivato del legno, simile al compensato, fatto di strati incrociati di grosso spessore, che qualche volta ho sentito chiamare multistrato...
Paolo

jpquattro- Località di residenza: Pisa
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Re: parliamo del compensato marino
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certo la cosa mi intriga molto....
il legno poi è il mio materiale preferito... non perche con il resto non ci riesca ma diciamo che mi piace di piu.
oddio sullo scafo nulla da dire, ma quella tuga squadrata [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
La tuga del 43 è gia meglio
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Non mi provocare... che farmi una barca cosi è il mio sogno
certo la cosa mi intriga molto....
il legno poi è il mio materiale preferito... non perche con il resto non ci riesca ma diciamo che mi piace di piu.
oddio sullo scafo nulla da dire, ma quella tuga squadrata [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
La tuga del 43 è gia meglio
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Non mi provocare... che farmi una barca cosi è il mio sogno

walter- MODERATORE

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Re: parliamo del compensato marino
La tuga retrò ci puo anche stare... ma quegli angoli vivi mi inquietano un po... io cercherei di ammorbidirli un pò.
Se non mi passa la pazzia... può darsi che mi cimenterò in un'impresa simile, ma.... mi manca la logistica ed un socio.
da soli queste cose non si possono fare, a meno che non si hanno 4 anni a disposizione....
Con una buona logistica, quindi spazio coperto idoneo, dove poter lavorare, due soci affiatati, 2000 ore di lavoro dovrebbero bastare... sono circa 250/300 giorni... beh in questo un po di esperienza me la sono fatta
Se non mi passa la pazzia... può darsi che mi cimenterò in un'impresa simile, ma.... mi manca la logistica ed un socio.
da soli queste cose non si possono fare, a meno che non si hanno 4 anni a disposizione....
Con una buona logistica, quindi spazio coperto idoneo, dove poter lavorare, due soci affiatati, 2000 ore di lavoro dovrebbero bastare... sono circa 250/300 giorni... beh in questo un po di esperienza me la sono fatta

walter- MODERATORE

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quadrantef- Località di residenza: Roma
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Re: parliamo del compensato marino
altamarea ha scritto:non ci vuole tanto tempo, questa è propagandaKommunistaimperialista!!!!!!
se lavorare il legno è il tuo sogno e il "credo" sia certezza, con me ti devi mettere,, è se vorrai
impazzire sarò felice di aiutarti!!
gli scafi con carena a spigolo sembrano più semplici a realizzarsi, nun' è oveer, richiedono una diversa impostazione nella realizzazione, dove un inesperto sbaglia facilmente,
....
Giusto per la precisione...
Le costruzioni tradizionali a spigolo sono costruzioni impegnative forse non quanto le costruzioni in lamellare ma comunque impegnative.
Tuttavia la grande maggioranza delle costruzioni amatoriali a spigolo sono in tecnica "cuci e incolla" una tecnica molto semplificata, che sfrutta le proprietà degli adesivi moderni, epossidica e fibre di vetro in testa.
Le barche cosi costruite sono più semplici e veloci da costruire, poi come è stato detto è vero che fare lo scafo è il 20% del lavoro...
Le barche costruite con questa tecnica sono usualmente costruite con un sandwich di fibra di vetro e compensato, che crea un materiale molto resistente e molto facile da lavorare.
Paolo
P.S. Io il cat lo sto costruendo, ma di Wharram l'unica cosa che mi piace è la sua randa alare...
Ultima modifica di jpquattro il Dom 12 Giu - 15:12, modificato 1 volta

jpquattro- Località di residenza: Pisa
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Re: parliamo del compensato marino
e daje parè che se... se mettemo in società famo ferro e foco!!!!


walter- MODERATORE

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Re: parliamo del compensato marino
Questa ti piace?
Didi 34 di Dudley dix in compensato...
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sempre sua
didi 26 stessa tecnologia, carrellabile...
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i disegni di questo disegnatore li trovi qui:
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Paolo
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