parliamo del compensato marino
Pagina 2 su12 • Condividere •
Pagina 2 su12 •
1, 2, 3, ... 10, 11, 12 
Re: parliamo del compensato marino
shein ma tu me voi male...
a parte che Flavia... su un coso del genere non so se je piace tanto....
non è una sparaboe...
a parte che Flavia... su un coso del genere non so se je piace tanto....
non è una sparaboe...

walter- MODERATORE

- Località di residenza: pomezia
Età: 50
Data d'iscrizione: 15.10.09
Messaggi: 12120
Re: parliamo del compensato marino
Ultima modifica di walter il Dom 12 Giu - 22:11, modificato 1 volta

walter- MODERATORE

- Località di residenza: pomezia
Età: 50
Data d'iscrizione: 15.10.09
Messaggi: 12120
Re: parliamo del compensato marino
dici che non le piace?
allora puoi sempre farlo per me come regalo di nozze caro suocero
allora puoi sempre farlo per me come regalo di nozze caro suocero
Re: parliamo del compensato marino
Una curiosità dei progetti di Dix è il metodo di costruzione
"darius radius chine"
di tutta una famiglia delle sue barche, fra cui Mountgay 30 (esiste anche un 38 -40 piedi) didi 26 -28 e altre.
In sostanza lo scafo e costruito con due pannelli di compensato, come uno scafo a spigolo, solo che lo spigolo è sostituito da una sezione curva che è costruita in lamellare (2 o 3 strati di compensato, secondo le dimensioni...)
Sono interessanti alcune piccole barche in fasciame sovrapposto ("lapstrake") di lunghezza intorno ai 20 piedi e la piccolissima oceanica...
c'è un altro disegnatore specializzato in lapstrake, ma è una storia diversa...
Paolo[i]
"In sostanza lo scafo e costruito con due pannelli di compensato, come uno scafo a spigolo, solo che lo spigolo è sostituito da una sezione curva che è costruita in lamellare (2 o 3 strati di compensato, secondo le dimensioni...)
Sono interessanti alcune piccole barche in fasciame sovrapposto ("lapstrake") di lunghezza intorno ai 20 piedi e la piccolissima oceanica...
c'è un altro disegnatore specializzato in lapstrake, ma è una storia diversa...
Paolo[i]
Ultima modifica di jpquattro il Lun 13 Giu - 20:40, modificato 1 volta

jpquattro- Località di residenza: Pisa
Età: 63
Data d'iscrizione: 03.06.11
Messaggi: 775
Re: parliamo del compensato marino
Paolo
P.S. Io il cat lo sto costruendo, ma di Wharram l'unica cosa che mi piace è la sua randa alare...[/quote]
Anni fà ho avuto modo di provare un Phai 42 e posso dire che và benissimo, nel 2008 sono stato ormeggiato per una settimana a Trizonia affiancato a un Phai 63 il Gaia e l'ho osservato e contemplato in ogni sua parte.
Del Wharram 63 mi piace oltre a come navigano, anche la praticita d'uso, bassissimo pescaggio, facilità di costruzione e manutenzione, Tutto ma proprio tutto è autocostruito dalla formagetta alle derive in legno, alberi abbattibili, grandi spazzi, la possibilità di smontare tutto il cat per gli eventuali interventi, poter costruire i pezzi in un posto qualsiasi e assemblarli dove fà piu comodo, motorizzazione fuoribordo, medie di percorrenza di 200 mg in 24 ore, e con 4000 ore e una spesa inferiore hai 150.000 euro si ha una macchina da crociera notevole.
quadrantef- Località di residenza: Roma
Data d'iscrizione: 13.11.09
Messaggi: 944
Re: parliamo del compensato marino
Io ragiono in termini di barche piccole, del resto prova a pensare di dover ormeggiare da qualche qualsiasi parte un Phai 63 e ti rendi conto che il risparmio nella costruzione passa in secondo piano...
Io ho visto i Tiki 26 credo fossero di caprera. Su un 26 i timoni attaccati allo scafo con lo spago e lo scafo tenuto insieme da legature che intaccano il legno (c'erano solchi profondi come il mio pollice)... ecco insomma...
L'abitabilità è ridicola: su un 26 due sarcofagi che qualcuno chiama cuccette e basta.
Concepiti (secondo il mio modestissimo giudizio) come se uno abitasse sulle spiagge di un'isola dei mari del sud, e li dovesse vivere costruendo la barca e riparandola con il legno di palma e le cime di liane intrecciate...
Io purtroppo non abito nei mari del sud... Il mio 26 deve poter andare (velocemente!) su un carrello, essere invelato abbastanza per le brezze dei nostri mari, offrire un po' di volumi protetti (poco ma qualcosa serve) per uscire anche quando non ci sono 35 gradi all'ombra...
La cosa più bella di Wharram, a parte la randa, sono le ragazze nude che mette nei suoi depliant...
Paolo
Io ho visto i Tiki 26 credo fossero di caprera. Su un 26 i timoni attaccati allo scafo con lo spago e lo scafo tenuto insieme da legature che intaccano il legno (c'erano solchi profondi come il mio pollice)... ecco insomma...
L'abitabilità è ridicola: su un 26 due sarcofagi che qualcuno chiama cuccette e basta.
Concepiti (secondo il mio modestissimo giudizio) come se uno abitasse sulle spiagge di un'isola dei mari del sud, e li dovesse vivere costruendo la barca e riparandola con il legno di palma e le cime di liane intrecciate...
Io purtroppo non abito nei mari del sud... Il mio 26 deve poter andare (velocemente!) su un carrello, essere invelato abbastanza per le brezze dei nostri mari, offrire un po' di volumi protetti (poco ma qualcosa serve) per uscire anche quando non ci sono 35 gradi all'ombra...
La cosa più bella di Wharram, a parte la randa, sono le ragazze nude che mette nei suoi depliant...
Paolo

jpquattro- Località di residenza: Pisa
Età: 63
Data d'iscrizione: 03.06.11
Messaggi: 775
Re: parliamo del compensato marino
jpquattro ha scritto:Io ragiono in termini di barche piccole, del resto prova a pensare di dover ormeggiare daqualchequalsiasi parte un Phai 63 e ti rendi conto che il risparmio nella costruzione passa in secondo piano...
Io ho visto i Tiki 26 credo fossero di caprera. Su un 26 i timoni attaccati allo scafo con lo spago e lo scafo tenuto insieme da legature che intaccano il legno (c'erano solchi profondi come il mio pollice)... ecco insomma...
L'abitabilità è ridicola: su un 26 due sarcofagi che qualcuno chiama cuccette e basta.
Concepiti (secondo il mio modestissimo giudizio) come se uno abitasse sulle spiagge di un'isola dei mari del sud, e li dovesse vivere costruendo la barca e riparandola con il legno di palma e le cime di liane intrecciate...
Io purtroppo non abito nei mari del sud... Il mio 26 deve poter andare (velocemente!) su un carrello, essere invelato abbastanza per le brezze dei nostri mari, offrire un po' di volumi protetti (poco ma qualcosa serve) per uscire anche quando non ci sono 35 gradi all'ombra...
La cosa più bella di Wharram, a parte la randa, sono le ragazze nude che mette nei suoi depliant...![]()
![]()
![]()
![]()
Paolo
Per l'ormeggio non credo di avere grossi guai, anche perche una barca come un Wharram di 63 piedi o una qualsiasi barca di una certa grandezza serve solo per navigare e non per ciondolare, resta il fatto che pesca con le derive su 75 cm e per farti un esempio divertente lò si potrebbe ormeggiare davanti la spiaggia sotto la finestra del Presidentsssssssssssss.
Come dici tutto è legato con delle cime "in poliestere" che permettono in ogni momento la loro sostituzione e eventuali riparazioni in modo semplice e pochissimo dispendioso, il 42 che ho provato aveva 10 anni e non ha mai cambiato una cima, i solchi sulle traverse sono un classico che si risolve con un listello di mogano e epossidica, i Tiki di Caprera navigano da oltre 20 anni con gente di tutte le età e non hanno mai lasciato nessuno per strada.
X l'abitabilità credo che un 26 piedi possa solo essere di "fortuna" sia per un cat che per un monoscafo, resta il fatto che ti stò parlando di un Cat di quasi 20 metri x 9 con 6 cabine e un pozzetto di 15 mt quadrati che ha la possibilità di portarsi dietro tutto quello che si desidera.
E veramente un giudizzio azzeccato il tuo, questi catamarani sono proprio concepiti per essere usati in posti dove non c'è nulla, basta avere una ventina di chili di epossidica nei gavoni e tutto può essere riparato, modificato, migliorato.
Poi come sempre dici a te serve una barca per andare a fare due bordi fuori porta, io invece stò pensando a un mezzo per fare lungne mavigazioni comodamente velocemente e spendendo poco sia nella costruzione che nel uso e mantenimento.
Sulle ragazze nude dei depliant sono daccordissimo con te
CMQ se ci sono tre o quattro sognatori con le mani d'oro e la testa sulle spalle, io come già detto ho sia il posto, il tempo che la voglia di realizzare un Cat per girovagare negli alisei senza meta.
quadrantef- Località di residenza: Roma
Data d'iscrizione: 13.11.09
Messaggi: 944
Re: parliamo del compensato marino
Sono punti di vista diversi.
Io ho un'età per cui i mari del sud li posso vedere solo con Ryan air...
Comunque preferisco, anche come concetto, disegni più solidi e più moderni.
Uno per tutti ti segnalo i cat di Woods.
Credo sia stato allievo di Wharram agli inizi, lui naviga spesso con i suoi cat e, essendo nel pacifico conun solo accompagnatore una sola accompagnatrice in una bufera che durava da diversi giorni, stremati, hanno chiamato soccorso e sono stati recuperati da un elicottero della marina americana.
Il cat è stato ritrovato dopo molti mesi ancora a galla, sempre in oceano, perfettamente asciutto, saccheggiato diverse volte, coperto di guano.
Il cat in questione è molto più piccolo di un phai 60... mi pare 40 piedi, forse meno.
Essendo autocostruttore ti ricordo che il tempo e la fatica (anche i soldi, ma quelli ci sono o non ci sono..) crescono con il cubo della lunghezza della barca...
Io con un 8 metri sto sputando sangue per finire... e sono in pensione!
Per un 20 metri più che un socio servono almeno 3-4 persone...
Paolo
Io ho un'età per cui i mari del sud li posso vedere solo con Ryan air...
Comunque preferisco, anche come concetto, disegni più solidi e più moderni.
Uno per tutti ti segnalo i cat di Woods.
Credo sia stato allievo di Wharram agli inizi, lui naviga spesso con i suoi cat e, essendo nel pacifico con
Il cat è stato ritrovato dopo molti mesi ancora a galla, sempre in oceano, perfettamente asciutto, saccheggiato diverse volte, coperto di guano.
Il cat in questione è molto più piccolo di un phai 60... mi pare 40 piedi, forse meno.
Essendo autocostruttore ti ricordo che il tempo e la fatica (anche i soldi, ma quelli ci sono o non ci sono..) crescono con il cubo della lunghezza della barca...
Io con un 8 metri sto sputando sangue per finire... e sono in pensione!
Per un 20 metri più che un socio servono almeno 3-4 persone...
Paolo

jpquattro- Località di residenza: Pisa
Età: 63
Data d'iscrizione: 03.06.11
Messaggi: 775
Re: parliamo del compensato marino
jpquattro ha scritto:Sono punti di vista diversi.
Io ho un'età per cui i mari del sud li posso vedere solo con Ryan air...
Comunque preferisco, anche come concetto, disegni più solidi e più moderni.
Uno per tutti ti segnalo i cat di Woods.
Credo sia stato allievo di Wharram agli inizi, lui naviga spesso con i suoi cat e, essendo nel pacifico conun solo accompagnatoreuna sola accompagnatrice in una bufera che durava da diversi giorni, stremati, hanno chiamato soccorso e sono stati recuperati da un elicottero della marina americana.
Il cat è stato ritrovato dopo molti mesi ancora a galla, sempre in oceano, perfettamente asciutto, saccheggiato diverse volte, coperto di guano.
Il cat in questione è molto più piccolo di un phai 60... mi pare 40 piedi, forse meno.
Essendo autocostruttore ti ricordo che il tempo e la fatica (anche i soldi, ma quelli ci sono o non ci sono..) crescono con il cubo della lunghezza della barca...
Io con un 8 metri sto sputando sangue per finire... e sono in pensione!
Per un 20 metri più che un socio servono almeno 3-4 persone...
Paolo
Conosco i Cat di Woods, i suoi Cat sono diciamo più moderni, solo il Rig e l'attrezzatura di coperta e la motorizzazione del 45 costano come un Wharram di 20 metri, non parliamo poi del l'impiantistica, per farti un esempio il 45 con la tuga centrale di Woods pesa come il Pahi 63 ed ha un carico utile di circa 3000kg invece dei 4500 del 63.
Se è per questo anche il Cat di Miceli è stato ritrovato dopo l'abbandono in oceano.
Se non riesci a finire forse è perche hai scelto una costruzione troppo sofisticata, io non cerco soci ma gente che sà cosa vuol dire navigare senza inutili e costosi gagets.
quadrantef- Località di residenza: Roma
Data d'iscrizione: 13.11.09
Messaggi: 944
Re: parliamo del compensato marino
eccomi parè.... semo pronti?
dai non famo il 63.... magari famo un 42... e l'ormeggiamo sotto casa mia

sarà un po dura uscire col frangente...
dai non famo il 63.... magari famo un 42... e l'ormeggiamo sotto casa mia
sarà un po dura uscire col frangente...

walter- MODERATORE

- Località di residenza: pomezia
Età: 50
Data d'iscrizione: 15.10.09
Messaggi: 12120
Re: parliamo del compensato marino
walter ha scritto:eccomi parè.... semo pronti?
dai non famo il 63.... magari famo un 42... e l'ormeggiamo sotto casa mia![]()
sarà un po dura uscire col frangente...
c'hai raggione Presidentsssssss
Và bè, famo stò pattino e nun pensamoce più
quadrantef- Località di residenza: Roma
Data d'iscrizione: 13.11.09
Messaggi: 944
Re: parliamo del compensato marino
Prima della scelta ho provato con un cantiere, naturalmente l'idea era su un trimarano in carbonio e lamellare ..... da me c'è uno costruito in kevlar e lamellare su progetto Farrier (con qualche modifica): semplicemente spaziale e di un bianco spaziale ..... ovvio che lui ci ha messo le manine dorate e quindi sa come intervenire su ogni più minuscolo problema ...... essenziale, velocissimo, sicuro e direi per astronauti, ma c'è tutto, proprio tutto ...... lui parte a razzo da solo e si prende l'aperitivo a Capri ...... voi direte: ma con mare piatto e venticello; io vi dico che state fuori come i lampioni .... provare, guardare, toccare.
Ospite- Ospite
Re: parliamo del compensato marino
Pistrice ha scritto:Prima della scelta ho provato con un cantiere, naturalmente l'idea era su un trimarano in carbonio e lamellare ..... da me c'è uno costruito in kevlar e lamellare su progetto Farrier (con qualche modifica): semplicemente spaziale e di un bianco spaziale ..... ovvio che lui ci ha messo le manine dorate e quindi sa come intervenire su ogni più minuscolo problema ...... essenziale, velocissimo, sicuro e direi per astronauti, ma c'è tutto, proprio tutto ...... lui parte a razzo da solo e si prende l'aperitivo a Capri ...... voi direte: ma con mare piatto e venticello; io vi dico che state fuori come i lampioni .... provare, guardare, toccare.
A Pistrice, io cerco di seguirti sempre nei tuoi ragionamenti ma poi alla fine mi perdo.
quadrantef- Località di residenza: Roma
Data d'iscrizione: 13.11.09
Messaggi: 944
Re: parliamo del compensato marino
la mia era una osservazione fugace, dopo aver letto con interesse quello che avete scritto. Tre anni per capire cosa diceva Aleufo e cinque anni (oggi sei) per capire la fine della vetroresina e del compensato marino. Scelta di materiali prima di tutto: e già. Ma quando provi una barca in lamellare (provata) o in kevlar (provata) o in kevlar/lamellare (provata) o in carbonio (non provata) o in carbonio/lamellare (non provata), ti rendi conto che il mondo ti cambia. Lui, il possessore del Farrier modificato, un ex dirigente bancario in pensione, che con mentalità giusta ha affrontato il suo di problema: barca semplice, astuta, veloce, facile, semplice, sicura ....... bè, una favola .... kevlar+lamellare ..... randa da paura ..... e via ..... ovvio con amas richiudibili ...... insomma rispetto ai vostri progetti ci vedo 10 nodi in più di velocità e tanta ma tanta sicurezza in più e facilità di conduzione ....... ovvio secondo me.
Ospite- Ospite
Re: parliamo del compensato marino
Adesso continuo a capirti
e si è tutto vero quello che dici, da parte mia ripeto mia stò cercando di capire bene come si costruisce e quanto dura una costruzione in compensato perche il mio sogno da quando ho avuto modo di toccare con mano è il 63 di Wharram, come ho già detto prima per la sua praticità, capacità di carico, semplicità di costruzione e via dicendo, da un pò di tempo stò raccogliendo info e pareri su questo catamarano ed ho anche avuto un offerta per prenderne uno usato ma per adesso è troppo presto, c'hò la signora che ha un momento di MAMMITE e non vuol sentire parole come navigare, alisei, rade, ecc ecc.
Però io sogno
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
quadrantef- Località di residenza: Roma
Data d'iscrizione: 13.11.09
Messaggi: 944
Re: parliamo del compensato marino
quadrantef ha scritto:
Adesso continuo a capirti![]()
![]()
![]()
e si è tutto vero quello che dici, da parte mia ripeto mia stò cercando di capire bene come si costruisce e quanto dura una costruzione in compensato perche il mio sogno da quando ho avuto modo di toccare con mano è il 63 di Wharram, come ho già detto prima per la sua praticità, capacità di carico, semplicità di costruzione e via dicendo, da un pò di tempo stò raccogliendo info e pareri su questo catamarano ed ho anche avuto un offerta per prenderne uno usato ma per adesso è troppo presto, c'hò la signora che ha un momento di MAMMITE e non vuol sentire parole come navigare, alisei, rade, ecc ecc.
Però io sogno![]()
![]()
![]()
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
un piccolo presente,
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]
Eulero- IL PUPO

- Località di residenza: Palermo
Età: 101
Data d'iscrizione: 30.11.09
Messaggi: 2197
Re: parliamo del compensato marino
a me gli autocostruttori mi piacciono indipendentemente dalla tipologia che portano avanti.
autocostruire vuol dire entrare nel vivo dei problemi, vuol dire riuscire a simulare in testa sia l' oggetto finito che il processo di produzione.
indipendentemente dall' approccio so necessariamente gente che alla fine di una costruzione ha studiato le soluzioni ne ha inventate e si so fatti un idea di pregi e difetti!
da un punto di vista tecnico mi sento piu vicino a quadrante, una barca si fa per navigarci ma.. si fa anche per il gusto di farla... dipende dalle priorita!
wolte so anni che sta a sistemare gli interni di una barca gia fatta, ha inserito le sue modifiche ha personalizzato il progetto e in tutta franchezza nessuno credo potra dire "da nuova era meglio"non l' ha risistemata l' ha rifatta!
qualcosa del genere la sta facendo jp4, non e' un catamarano, e' "l' opera del duomo" e alcune soluzioni incontrate per strada lo rifanno ripartire da tre e pure per colpa mia ha combiato qualche idea sull' uso, sulla gestione in navigazione!
io so 10 anni che ho il pensiero ricorrente, tutte le volte che provo una barca nuovo aggiungo un tassello e sto progetto alla fine forse non si fara ma.. se parto ha da essere in acqua in sei mesi..senno invece che navigare mi ritrovo a fare il muratore!
non mi piacciono le barche di wharram, non e' solo un fatto estetico, sono infedeli riproduzioni di barche antiche ma nessuno vietava di rivedere l' immagine e aggiornare le tecnologie!
io non sogno ne l' oceano ne la vita in barca, mi piacerebbe girellare per il mediterraneo 4 mesi all' anno, la mia dovra essere piccola per non richiedere tanto impegno di manutenzione e gestione, essere veloce e andare pure coi refolini. i multiscafi non fungono per le brezze mediterranee, vogliono il vento e lo vogliono stabile... so roba da oceanici che non navigano per il gusto di navigare ma per andare nei posti, non sono per me, a me mi ci vogliono le regatelle invernali, le insidie mediterranee, posti con una popolazione che mi intrighi, in molti di questi posti ci so stato in canoa.. si andra piano con la canoa? o tutte le volte che ci riparsso scopro perle nuove, angoli incantati e gente che vale la pena di entrare nei porti e fermarsi per un po pure a fare chiacchere.
autocostruire vuol dire entrare nel vivo dei problemi, vuol dire riuscire a simulare in testa sia l' oggetto finito che il processo di produzione.
indipendentemente dall' approccio so necessariamente gente che alla fine di una costruzione ha studiato le soluzioni ne ha inventate e si so fatti un idea di pregi e difetti!
da un punto di vista tecnico mi sento piu vicino a quadrante, una barca si fa per navigarci ma.. si fa anche per il gusto di farla... dipende dalle priorita!
wolte so anni che sta a sistemare gli interni di una barca gia fatta, ha inserito le sue modifiche ha personalizzato il progetto e in tutta franchezza nessuno credo potra dire "da nuova era meglio"non l' ha risistemata l' ha rifatta!
qualcosa del genere la sta facendo jp4, non e' un catamarano, e' "l' opera del duomo" e alcune soluzioni incontrate per strada lo rifanno ripartire da tre e pure per colpa mia ha combiato qualche idea sull' uso, sulla gestione in navigazione!
io so 10 anni che ho il pensiero ricorrente, tutte le volte che provo una barca nuovo aggiungo un tassello e sto progetto alla fine forse non si fara ma.. se parto ha da essere in acqua in sei mesi..senno invece che navigare mi ritrovo a fare il muratore!
non mi piacciono le barche di wharram, non e' solo un fatto estetico, sono infedeli riproduzioni di barche antiche ma nessuno vietava di rivedere l' immagine e aggiornare le tecnologie!
io non sogno ne l' oceano ne la vita in barca, mi piacerebbe girellare per il mediterraneo 4 mesi all' anno, la mia dovra essere piccola per non richiedere tanto impegno di manutenzione e gestione, essere veloce e andare pure coi refolini. i multiscafi non fungono per le brezze mediterranee, vogliono il vento e lo vogliono stabile... so roba da oceanici che non navigano per il gusto di navigare ma per andare nei posti, non sono per me, a me mi ci vogliono le regatelle invernali, le insidie mediterranee, posti con una popolazione che mi intrighi, in molti di questi posti ci so stato in canoa.. si andra piano con la canoa? o tutte le volte che ci riparsso scopro perle nuove, angoli incantati e gente che vale la pena di entrare nei porti e fermarsi per un po pure a fare chiacchere.

ZK- IL MAESTRO

- Data d'iscrizione: 15.04.10
Messaggi: 5441
Re: parliamo del compensato marino
Pistrice, carbonio e legno (lamellare o no sempre legno è) non ha senso.
Te lo spiego in poche parole.
E' una questione di modulo di elasticità e percentuale di deformazione a rottura..
Il carbonio ha un modulo elastico almeno 20 -30 volte superiore al legno nel senso della fibra. La deformazione a rottura del legno e da 5 a 10 volte superiore a quella del carbonio (e la deformazione per il carico massimo ha proporzioni simili)
Questo significa che se fai un composito legno carbonio e ci applichi un carico, il pezzo non si deforma abbastanza per caricare in modo significativo il legno, quindi, o il carbonio è messo a mo' di rinforzo, allora non è sufficiente a reggere TUTTO il carico e si romperà, oppure è dimensionato per reggere tutto il carico allora non si romperà, ma allora cosa ci sta a fare il legno?
Il carbonio costa un botto sia come materiale che come lavorazione, se fai una barca in carbonio deve correre, correre tanto e tutti i pesi superflui non sono ammissibili...
Se invece uno vuole fare un sandwich carbonio-legno-carbonio il legno come materiale di anima è troppo pesante, il balsa potrebbe ancora andare ma non gode di molti favori.
Ci sono tante belle schiume tecnologiche per fare da core e non costano più del legno...
Forse una barca senza legno è una barca senz'anima... ma allora questo con le prestazioni non c'entra niente...
Paolo
Te lo spiego in poche parole.
E' una questione di modulo di elasticità e percentuale di deformazione a rottura..
Il carbonio ha un modulo elastico almeno 20 -30 volte superiore al legno nel senso della fibra. La deformazione a rottura del legno e da 5 a 10 volte superiore a quella del carbonio (e la deformazione per il carico massimo ha proporzioni simili)
Questo significa che se fai un composito legno carbonio e ci applichi un carico, il pezzo non si deforma abbastanza per caricare in modo significativo il legno, quindi, o il carbonio è messo a mo' di rinforzo, allora non è sufficiente a reggere TUTTO il carico e si romperà, oppure è dimensionato per reggere tutto il carico allora non si romperà, ma allora cosa ci sta a fare il legno?
Il carbonio costa un botto sia come materiale che come lavorazione, se fai una barca in carbonio deve correre, correre tanto e tutti i pesi superflui non sono ammissibili...
Se invece uno vuole fare un sandwich carbonio-legno-carbonio il legno come materiale di anima è troppo pesante, il balsa potrebbe ancora andare ma non gode di molti favori.
Ci sono tante belle schiume tecnologiche per fare da core e non costano più del legno...
Forse una barca senza legno è una barca senz'anima... ma allora questo con le prestazioni non c'entra niente...
Paolo

jpquattro- Località di residenza: Pisa
Età: 63
Data d'iscrizione: 03.06.11
Messaggi: 775
Pagina 2 su12 •
1, 2, 3, ... 10, 11, 12 
Pagina 2 su12
Permesso del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
