parliamo del compensato marino

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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  Ospite il Mer 15 Giu - 12:42

volevo farmelo il tri e avevo trovato pure il perchè, il come, il quando, il dove .... prima come progetto su carta e poi in un cantiere che già lavora il materiale scelto .... sono sempre del parere che testa e braccia si devono tenere separate, altrimenti non funzionano, almeno non funzionano bene se usate contemporaneamente .... bè avevo coinvolto un mio amico, di quelli che progetta gli azimut, e uno dell'università che già progetta barche a vela e cat ..... l'idea era semplice, sicura e veloce, ma bisognava aiutarsi con i nuovi materiali ..... nel progetto c'era il sogno, ma anche tanta concretezza e studio ..... a mio parere ero partito bene, ma poi ho incontrato il sogno già bello e fatto.

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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  Ospite il Mer 15 Giu - 12:56

jpquattro ha scritto:Pistrice, carbonio e legno (lamellare o no sempre legno è) non ha senso.
Te lo spiego in poche parole.
E' una questione di modulo di elasticità e percentuale di deformazione a rottura..
Il carbonio ha un modulo elastico almeno 20 -30 volte superiore al legno nel senso della fibra. La deformazione a rottura del legno e da 5 a 10 volte superiore a quella del carbonio (e la deformazione per il carico massimo ha proporzioni simili)

Questo significa che se fai un composito legno carbonio e ci applichi un carico, il pezzo non si deforma abbastanza per caricare in modo significativo il legno, quindi, o il carbonio è messo a mo' di rinforzo, allora non è sufficiente a reggere TUTTO il carico e si romperà, oppure è dimensionato per reggere tutto il carico allora non si romperà, ma allora cosa ci sta a fare il legno?
Il carbonio costa un botto sia come materiale che come lavorazione, se fai una barca in carbonio deve correre, correre tanto e tutti i pesi superflui non sono ammissibili...

Se invece uno vuole fare un sandwich carbonio-legno-carbonio il legno come materiale di anima è troppo pesante, il balsa potrebbe ancora andare ma non gode di molti favori.
Ci sono tante belle schiume tecnologiche per fare da core e non costano più del legno...

Forse una barca senza legno è una barca senz'anima... ma allora questo con le prestazioni non c'entra niente...

Paolo


no no, il lamellare in tal caso non ha alcuna funzione estetica: sparisce, non si vede.

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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  Ospite il Mer 15 Giu - 14:14

Il carbonio/kevlar applicato (a reticolo) sul lamellare non serve tanto ad aumentare la resistenza del legno, ma ad irrigidire lo scafo nella sua interezza, soprattutto nelle sollecitazioni torsionali.


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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  Ospite il Mer 15 Giu - 14:35

le barche in lamellare sono leggere e molto robuste, con poca manutenzione ..... poi se applichi materiali tipo carbonio o kevlar a strati sulle lamelle incrociate ottieni una struttura monolitica con scarsa manutenzione ....... quel tri a vista aveva gli strati di kevlar e sotto si vedevano le lamelle ...... leggerissimo ... poi andai la settimana successiva ed era tutto scomparso sotto il bianco più candido e bello.

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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  Ospite il Mer 15 Giu - 14:41

il concetto è semplice: avere una barca molto performante, con tutto anche se in spazi più ristretti, deriva mobile, materiali moderni, abitabilità esterna molto ampia (reti che fanno da appoggio a canadesi), fuori bordo, tutto strutturale e essenziale, facile e pochissima manutenzione.

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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  jpquattro il Mer 15 Giu - 16:45

Pistrice ha scritto:Il carbonio/kevlar applicato (a reticolo) sul lamellare non serve tanto ad aumentare la resistenza del legno, ma ad irrigidire lo scafo nella sua interezza, soprattutto nelle sollecitazioni torsionali.



Magari con calma mi spieghi i metodi educativi che usi per spiegare ai materiali quali carichi debbono assumere e quali no...
Arrow Arrow Arrow Arrow
In altri termini Il carbonio è li, non sparisce: fino ad un certo punto sopporta il carico, rendendo la barca rigida.... il fatto che sia rigida significa che il carbonio assume il carico al posto del legno, che è elastico...
poi cede e la barca ridiventa elastica!
Evil or Very Mad Evil or Very Mad Evil or Very Mad
...e si torna al punto del mio post: se non è abbastanza si rompe, se è abbastanza il legno non serve...

Hai fatto il classico vero?

Aggiungo
Non mischiare carbonio con kevlar sono due bestie molto diverse!

Paolo

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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  Ospite il Mer 15 Giu - 17:29

no, non mischio, ci mancherebbe ..... infatti ho scritto delle tipologie di barche provate e non provate (lamellare, kevlar+lamellare, kevlar, carbonio, carbonio+lamellare: vedi su).
Mi riferisco al fatto di che direzione hanno le lamelle, anche se incrociate: cioè una direzione di carico da sopportare maggiore o minore che in altre direzioni; infatti gli strati di carbonio o kevlar servono proprio a questo. Inoltre, altro aspetto, e che una barca del genere la puoi autocostruire senza bisogno di grandi cantieri come Vismara, appunto perchè la tecnica è artigianale, appunto con il lamellare. E poi non sono io ad averla inventata, ci sono in giro fior fior di barche da milioni di euro costruite così.


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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  Ospite il Mer 15 Giu - 17:39



questa è in lamellare e carbonio ..... in vendita a 16 milioni di euro.

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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  ZK il Mer 15 Giu - 21:13

mah costa piu di un perini piccolo!
vismara ha sempre detto che oltre 30 metri gli scafi sono molto piu leggewri in acciaio che in ogni altro materiale chissa se e' vero?

ZK
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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  jpquattro il Mer 15 Giu - 21:30

Tutto quel carbonio sprecato...

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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  quadrantef il Gio 16 Giu - 6:14


Per tornare alla domanda di Falco, qualcuno ha esperienza sul metodo di costruzione di questi Wharram, per il 63 ho letto (in inglese) che i materiali di costruzione sono: Douglas fir plywood and GRP with polyester or epoxy resin
Cioè compensato di Douglas Question Question Question Question Question


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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  jpquattro il Gio 16 Giu - 8:17

Il Douglas è una conifera...
Dalle parti di Wharram non è una cosa strana, ci costruiscono le case...
Traducendo è un compensato economico, ma il compensato di conifera che trovo io ha troppi nodi e ha un incollaggio troppo scadente (appena vede l'acqua si delamina...) per essere usato per una barca.
In europa il compensato "economico" per uso naurtico è senza dubbio l'okumè...
Comunque attendi altri pareri...
il resto è fibra di vetro e resina, mi sento di sconsigliare la poliestere per una costruzione così impegnativa...
La poliestere ha ritiro, puzza moltissimo, ha tempi di polimerizzazione poco compatibili con strutture di quelle dimensioni, ma sopratutto NON HA NESSUNA CAPACITA' ADESIVA.
si trovano epossidiche buone a prezzi abbordabili...

Paolo

Che con l'epossidica ci farebbe pure le lasagne...

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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  walter il Gio 16 Giu - 8:20

Ma quanti metri quadri di Okume serviranno?

facciamoci du conti.... costa circa 30/35 € al metro quadro Very Happy Very Happy quello da 1,5 mm

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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  walter il Gio 16 Giu - 8:30

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

tiki 38.... non male.... la soluzione con motori fuori bordo

qui tutte le foto della costruzione
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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  jpquattro il Gio 16 Giu - 8:30

lassa perde--- parliamo di metri CUBI...
E' una fornitura grossa, si fa da un grossista contrattando prezzo e qualità...
L'Okumè per uno scafo deve essere WBP e senza vuoti ne nodi...

Paolo

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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  walter il Gio 16 Giu - 8:33

lo so lo so...

ma sarebbe curioso anche fare il calcolo...
sulla trattativa poi è normale, che il prezzo è diverso...

io davo l'indicazione stupida del prezzo "su strada" nei vari rivenditori "al taglio" di legno

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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  jpquattro il Gio 16 Giu - 8:39

Detto per inciso il prezzo del legno e della resina incide parecchio sul calcolo dei costi...
In USA il compensato di quel tipo è materiale edile, come da noi la calce e i mattoni...
Da noi i prezzi sono diversi...

Paolo

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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  quadrantef il Gio 16 Giu - 8:52

jpquattro ha scritto:Il Douglas è una conifera...
Dalle parti di Wharram non è una cosa strana, ci costruiscono le case...
Traducendo è un compensato economico, ma il compensato di conifera che trovo io ha troppi nodi e ha un incollaggio troppo scadente (appena vede l'acqua si delamina...) per essere usato per una barca.
In europa il compensato "economico" per uso naurtico è senza dubbio l'okumè...
Comunque attendi altri pareri...
il resto è fibra di vetro e resina, mi sento di sconsigliare la poliestere per una costruzione così impegnativa...
La poliestere ha ritiro, puzza moltissimo, ha tempi di polimerizzazione poco compatibili con strutture di quelle dimensioni, ma sopratutto NON HA NESSUNA CAPACITA' ADESIVA.
si trovano epossidiche buone a prezzi abbordabili...

Paolo

Che con l'epossidica ci farebbe pure le lasagne...


Quindi è meglio l'okumè, che costa Question Question Question Question

Sempre leggendo con l'epoxy si fanno gli scafi e traverse, con la poliestere le 4 dog-hous e i passauomo, non riesco a trovare il tipo di stuoia usata, per la vernice una bicomponente.

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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  quadrantef il Gio 16 Giu - 8:54

walter ha scritto:[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

tiki 38.... non male.... la soluzione con motori fuori bordo

qui tutte le foto della costruzione
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]


E' si i motori sono dei fuoribordo o un diesel con una trasmissione brandeggiabile.


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Re: parliamo del compensato marino

Messaggio  jpquattro il Gio 16 Giu - 9:15

Il prezzo dell'okumè a memoria non lo ricordo, debbo andare a casa a cercare le fatture, ora sono fuori.
Comunque io mi servo da Conti, un grossista locale, non grossissimo e non fornitissimo...
Il prezzo varia se il compensato è marcato RINA oppure no, se è 120x240 o 155x310, più grosso il pannello meno giunte fai...

Se la barca fosse mia cancellerei la poliestere dalla lista, anche per una barca molto più piccola e meno impegnativa. Figurarsi per un bestione come quello che interessa a te...
I tipi di tessuto di vetro da usare lo trovi scritto sul disegno, non è un problema, trovi tutti i formati e le pezzature.
La vernice bicomponente... i risultati dipendono anche dalla qualità... io uso la lechler costa un botto, ma i risultati sono ottimi anche con una schiappa come me.

Paolo

P.S. Il diesel con asse snodato... sono le stramberie che fanno in USA, marinizzazioni "creative" che se la Guardia Costiera le vede t'arresta e butta la chiave...

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