dall'ago magnetico al mars dial

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dall'ago magnetico al mars dial

Messaggio  emanuele bravin il 1st Settembre 2011, 11:22

Durante le mie vacanze mi sono trovato ad Amalfi dove, visitando il museo della marineria, ho scoperto alcune interessanti cose sulla bussola.

La bussola come oggi la immaginiamo, nonostante i cinesi già conoscessero le proprietà magnetiche dei metalli, è stata inventata dall'amalfitano Flavio Gioia, vissuto da il tredicesimo e quattordicesimo secolo.

Tuttavia da una verifica fatta su una enciclopedia ho trovato una notizia che è piuttosto contrastante con quanto appena detto, infatti la leggenda secondo la quale la bussola è stata inventata da Flavio Gioia di Amalfi nasce da un errore di interpretazione di un testo latino, che riferiva soltanto che l'invenzione della bussola era attribuita dallo storico Flavio Biondo agli Amalfitani. Il filologo Giambattista Pio capì invece che la bussola era stata inventata dall'amalfitano Flavio Gioia. Nel testo in questione (Amalphi in Campania veteri magnetis usus inventus a Flavio traditur), non bisogna infatti intendere Flavio come l'inventore della bussola, ma solo come colui che ha riportato la notizia: appunto Flavio Biondo.
Resta comunque il fatto che la bussola magnetica sia stata inventata in Italia!
Infatti ad Amalfi si applicò un radicale perfezionamento all'ago magnetico già utilizzato dai cinesi. In particolare si applicò all'ago magnetico un sottile disco di carta sul quale era disegnata una stella ad otto punte. Disco ed ago furono quindi posizionati all'interno di un bossolo di legno chiuso in superficie da un vetro. Era così nata la bussola nautica.

Tuttavia nella storia già esistevano degli esempi di bussole che funzionavano non sul principio dl magnetismo terrestre ma grazie al sole ed alle ombre.

Ne sono un esempio la bussola solare vichinga che funzionava in maniera meccanica (sono stati trovati degli ingranaggi in alcune tombe), e la bussola solare di Qumran (2° sec. a.C.) composto da un piatto di terracotta (circa 14 cm di diametro) con dei solchi "graduati" e con al centro un alloggiamento per un' asta. L'asta andando a far ombra sui solchi indicava indicava le varie direzioni. Per tenere "in bolla" la bussola probabilmente la si riempiva di liquido fino ad un solco di riferimento.

Ed eccoci finalmente ad una cosa ancor più straordinaria... Quando la NASA ha iniziato a progettare il robot che doveva scorrazzare su Marte si è posta il quesito di come poterlo orientare in tempo reale e soprattutto di come far inquadrare l'orientamento dalla telecamera stessa del robot.
La bussola magnetica fu ovviamente esclusa dal momento che su Marte non esiste il campo magnetico come quello terrestre.
Si pensò allora ad un giroscopio, immediatamente escluso a causa del peso e del forte consumo energetico.

Dopo aver spremuto i migliori cervelli senza trovare una soluzione, grazie all'intuizione di un anziano militare inglese ci si ricordo che il Pianeta Rosso ha una inclinazione dell'asse di circa 25°, quasi identica a quella della Terra di 23° e 27°, ed una durata del giorno di 23 ore e 56 minuti contro le 24 terrestri.
Questa singolare coincidenza fece concludere che una bussola solare poteva essere utilizzata proficuamente anche su Marte, con caratteristiche strutturali e funzionali assolutamente identiche a quelle delle sue ultime generazioni.

Fu costruito così il MARS DIAL, una piastra di circa 15 centimetri di diametro sulla quale vennero disegnati dei cerchi concentrici di vari colori, munendola al centro di un grosso gnomone, con un criterio informativo non diverso da quello della antica bussola solare di Qumran. Unica modernità assoluta, le quattro pennellate di colori diversi agli spigoli della piastra utilizzati per la taratura cromatica delle telecamere.
Il MARS DIAL, privo di consumi energetici, ha consentito ai robot su Marte di funzionare dal 2004.



emanuele bravin

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Re: dall'ago magnetico al mars dial

Messaggio  LO il 1st Settembre 2011, 11:24

wow...

arte della navigazione??

Question

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